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Economia: Università  tradizionale o telematica? E quale indirizzo?

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  • Economia: Università  tradizionale o telematica? E quale indirizzo?

    Salve a tutti,
    Lavoro in una Pubblica Amministrazione da pochissimo.
    Vorrei investire ciò che guadagno nella mia educazione universitaria.
    Sarò assegnata al settore finanziario ma possiedo solo un diploma in amministrazione, finanza e marketing, nessun titolo di istruzione universitaria.
    Ho 28 anni. Mi interessa il titolo per futuri concorsi ma anche apprendere nuove conoscenze per migliorare il mio lavoro.
    Il mio primo dubbio riguarda la scelta tra telematiche e tradizionali. Il secondo riguarda l'indirizzo di Economia da scegliere. Per ora mi sono informata su Economia e Commercio della Federico II, mi piacerebbe moltissimo per il piano di studi. Qualcuno ha affrontato l'università tradizionale da lavoratore dipendente? É un "suicidio" o è fattibile? Considerate che non potrò seguire i corsi, al massimo potrei presentarmi ai ricevimenti.

  • #2
    Benvenuta nel forum.

    Per comprendere il contenuto di un corso di laurea devi guardare i piani di studio, non i nomi dei corsi. In linea di massima sappi che L-18 è la classe di Scienze dell'economia e della gestione aziendale e L-33 è la classe di Scienze economiche, ma si tratta di pura teoria in quanto come avrai notato tu stessa le università  tendono ad attivare più corsi nella stessa classe in quanto hanno ampia autonomia nella definizione dei contenuti effettivi dei corsi, a prescindere dal valore legale del titolo rilasciato. Diciamo che quando si parla di economia nell'università  italiana si fa riferimento a un campo di studi che comprende sia le scienze economiche sia le scienze aziendali, che tradizionalmente nell'accademia italiana vanno insieme. Sia gli studi aziendali sia le scienze economiche hanno parti quantitative e parti qualitative; inoltre possono essere variamente abbinate alle scienze giuridiche e statistiche e ad altre aziende sociali (ad esempio sociologia, scienza politica, talvolta perfino psicologia).
    Il valore legale dipende dalla classe e non dei contenuti effettivi del corso. La classe L-18 e la L-33 sono diverse ma di fatto dove viene richiesta una classe va generalmente bene anche l'altra, anche in assenza di una equiparazione o una equipollenza formale.

    Tieni presente che la Federico II è una università  particolarmente impegnativa. Se non è cambiato qualcosa, per come la ricordo io è un contesto molto conservatore nel quale i docenti tendono a essere particolarmente severi, ma che non per questo ti garantisce una buona preparazione. Io ricordo una quindicina di anni fa di avere accompagnato una mia amica a sostenere un esame a Giurisprudenza e rimasi quasi traumatizzato da quello che vidi. Studenti accompagnati dai genitori, studentesse ben oltre i vent'anni che scoppiavano in pianti isterici che neanche in adolescenza, esami che duravano un'ora in cui venivi messo sotto torchio da due persone diverse prima di arrivare al professore, verbali che venivano fatti firmare in anticipo, in bianco, per evitare che rifiutassi il voto (cosa che con la verbalizzazione elettronica non si può materialmente fare più). Molte testimonianze mi confermano che grossomodo il clima a Giurisprudenza è ancora quello, mentre di altre aree didattiche, Economia compresa, dovrebbe essere più tranquillo.

    Comunque la Federico II, contrariamente alle linee-guida (non vincolanti) di Cun e Ministero, ha attivato corsi di laurea e corsi di laurea magistrale con la stessa denominazione. Questo vale tra l'altro per Economia e commercio (L-33 la L, LM-56 la LM), così per Economia aziendale (L-18, LM-77). Qualora tu decida di proseguire gli studi dopo la laurea, ti sconsiglio fortemente di conseguire una laurea magistrale denominata come la laurea che già  possiedi.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Lavorando per una PA io ti consiglio una telematica per praticita' della cosa: lezioni quando vuoi, piu' appelli per gli esami ecc.
      Il valore legale del titolo e' identico ad una tradizionale.

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      • #4
        Grazie ad entrambi per la risposta.
        Ho già  esperienze universitarie, ho dato vari esami alla famigerata Giurisprudenza della Federico II :D parlo di anni fa, non so come sia adesso, ricordo che al mio primo esame di diritto l'assistente fu molto esigente e me la cavai con un 27. Conosco anche altri atenei per esperienza diretta (L'Orientale, ad esempio). In generale, quasi tutti mi consigliano la telematica e ne comprendo i vantaggi. Ma io non ho alcuna fretta: mi piace studiare.
        Mi rivolgo ora direttamente a Dottore: mi pare di aver capito che sei laureato in Scienze dei servizi giuridici? E poi tu abbia conseguito la magistrale in Scienze dell'amministrazione? In effetti, è il percorso ideale per me dal punto di vista degli interessi, ho solo paura che questi titoli possano ostacolarmi in qualche modo negli (eventuali) concorsi pubblici a cui partecipare in futuro.

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        • #5
          Originariamente inviato da cilieginan1 Visualizza il messaggio
          Mi rivolgo ora direttamente a Dottore: mi pare di aver capito che sei laureato in Scienze dei servizi giuridici? E poi tu abbia conseguito la magistrale in Scienze dell'amministrazione?
          Basta che guardi la sua firma.

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          • #6
            Vai di telematica

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            • #7
              Originariamente inviato da cilieginan1 Visualizza il messaggio
              Ho già  esperienze universitarie, ho dato vari esami alla famigerata Giurisprudenza della Federico II :D parlo di anni fa, non so come sia adesso, ricordo che al mio primo esame di diritto l'assistente fu molto esigente e me la cavai con un 27.
              Per esperienza di miei amici so che alla Federico II 24 è considerato un buon voto. Quindi direi che hai avuto un voto alto.

              Conosco anche altri atenei per esperienza diretta (L'Orientale, ad esempio).
              All'Orientale con il 509 c'era un bel corso di laurea in Politiche ed economia delle istituzioni, disattivato con il passaggio al 270.
              Vedi che alla Federico II hanno attivato dal 2020-2021 anche Scienze dei servizi giuridici.

              In generale, quasi tutti mi consigliano la telematica e ne comprendo i vantaggi. Ma io non ho alcuna fretta: mi piace studiare.
              Non è questione di fretta, ma del fatto che senza laurea alla categoria D non puoi arrivare, visto che le progressioni verticali in deroga non esistono più (sono state dichiarate incostituzionali). Ecco perché conviene sempre prendere una laurea e non una laurea magistrale a ciclo unico. Poi, se vuoi prendere anche una laurea magistrale, potrai sempre prenderla dopo, anche a ciclo unico con abbreviazione di corso, sennò una di solo secondo ciclo (magari infilandoci un bel master in mezzo).

              Mi rivolgo ora direttamente a Dottore: mi pare di aver capito che sei laureato in Scienze dei servizi giuridici? E poi tu abbia conseguito la magistrale in Scienze dell'amministrazione?
              Non esiste la magistrale in Scienze dell'amministrazione. Leggi bene la firma: ho due lauree (I ciclo Bologna process, EQF-6), un master di primo livello (II ciclo, EQF-7) e una laurea magistrale (II ciclo, EQF-7). Ora vado per il dottorato (III ciclo, EQF-8). L-16 è una classe delle lauree e non è tecnicamente possibile riferire le lauree magistrali alle classi delle lauree.
              Ho una vecchia laurea della allora classe 14, corrispondente all'attuale L-20, a indirizzo giuridico, talmente giuridico che a Firenze mi sono iscritto a Scienze politiche e mi hanno dispensato da 17 esami su 20 (in realtà  sarebbero stati 18 su 20 ma mi hanno chiesto di sostenere nuovamente Scienza politica), a Unitelma Sapienza mi sono iscritto a Scienze dell'amministrazione e mi hanno convalidato 17 esami e una parte su 20, in base ad altre prevalutazioni potevo conseguire Scienze dei servizi giuridici in vari atenei con la convalida o dispensa di 18-19 esami su 20.

              In effetti, è il percorso ideale per me dal punto di vista degli interessi, ho solo paura che questi titoli possano ostacolarmi in qualche modo negli (eventuali) concorsi pubblici a cui partecipare in futuro.
              Sei interessata più a profili giuridico-amministrativi o economico-finanziari? Fermo restando che in molti enti per ciascuna delle categorie C e D c'è un unico profilo amministrativo e contabile.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #8
                Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                Per esperienza di miei amici so che alla Federico II 24 è considerato un buon voto. Quindi direi che hai avuto un voto alto.


                All'Orientale con il 509 c'era un bel corso di laurea in Politiche ed economia delle istituzioni, disattivato con il passaggio al 270.
                Vedi che alla Federico II hanno attivato dal 2020-2021 anche Scienze dei servizi giuridici.


                Non è questione di fretta, ma del fatto che senza laurea alla categoria D non puoi arrivare, visto che le progressioni verticali in deroga non esistono più (sono state dichiarate incostituzionali). Ecco perché conviene sempre prendere una laurea e non una laurea magistrale a ciclo unico. Poi, se vuoi prendere anche una laurea magistrale, potrai sempre prenderla dopo, anche a ciclo unico con abbreviazione di corso, sennò una di solo secondo ciclo (magari infilandoci un bel master in mezzo).


                Non esiste la magistrale in Scienze dell'amministrazione. Leggi bene la firma: ho due lauree (I ciclo Bologna process, EQF-6), un master di primo livello (II ciclo, EQF-7) e una laurea magistrale (II ciclo, EQF-7). Ora vado per il dottorato (III ciclo, EQF-8). L-16 è una classe delle lauree e non è tecnicamente possibile riferire le lauree magistrali alle classi delle lauree.
                Ho una vecchia laurea della allora classe 14, corrispondente all'attuale L-20, a indirizzo giuridico, talmente giuridico che a Firenze mi sono iscritto a Scienze politiche e mi hanno dispensato da 17 esami su 20 (in realtà  sarebbero stati 18 su 20 ma mi hanno chiesto di sostenere nuovamente Scienza politica), a Unitelma Sapienza mi sono iscritto a Scienze dell'amministrazione e mi hanno convalidato 17 esami e una parte su 20, in base ad altre prevalutazioni potevo conseguire Scienze dei servizi giuridici in vari atenei con la convalida o dispensa di 18-19 esami su 20.


                Sei interessata più a profili giuridico-amministrativi o economico-finanziari? Fermo restando che in molti enti per ciascuna delle categorie C e D c'è un unico profilo amministrativo e contabile.
                dottore una domanda sulle categorie : se si è entrati in una pubblica amministrazione (per esempio uffici amministrativi della Regione) in un ruolo di categoria B, per poter arrivare alla categoria D (ma anche C) è comunque necessario effettuare i relativi concorsi ?Quindi non vi sono degli scatti per anzianità  o interpelli dell' amministrazione per la valutazione di titoli e "carriera" senza prove concorsuali (per l' incostituzionalità  prima proferita) ?

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                • #9
                  Ingkratos, le categorie determinano lo status giuridico del dipendente e il suo livello gerarchico-funzionale, dunque per definizione non possono scattare per automatismo Se così accadesse, un operaio si ritroverebbe impiegato d'ordine e poi impiegato di concetto e infine istruttore direttivo o funzionario solo perché ha maturato anni di servizio, una cosa piuttosto inverosimile.
                  Gli scatti di anzianità  sono stati aboliti con la riforma Bassanini (e in particolare il d.lgs. 29/1993, poi confluito nel d.lgs. 165/2001); attualmente i contratti collettivi prevedono le fasce retributive o posizioni economiche. L'ingresso avviene sempre dalla prima fascia della propria categoria, fatti salvi casi particolari (inquadramento in D/3 per chi nel previgente regime apparteneva alla VIII qualifica funzionale e accesso da B/3, per concorso e non per graduatoria per soli titoli, per esecutori specializzati con qualificazione successiva alla scuola dell'obbligo). Dopodiché in linea puramente teorica al dipendente tocca uno scatto di categoria ogni due anni; la legge però prevede che gli scatti debbano essere selettivi (dunque non possono riguardare la generalità  dei dipendenti) con modalità  stabilite dalla singola amministrazione. Se da un alto le amministrazioni non hanno i soldi e dall'altro non si trova un accordo con le rappresentanze sindacali per i criteri da adottare, capirai che alcune amministrazioni hanno indetto le procedure di progressione economica orizzontale una sola volta da quando la norma esiste, infatti io sono D/1 da 5 anni e ci sono colleghi che sono passati a C/2 o a D/2 quest'anno dopo vent'anni di servizio.
                  Ovviamente sto parlando sempre delle norme generali; sono sicuro che tra poco arriverà  un utente a dirmi che sono un ignorante perché nella scuola nonché nelle forze dell'ordine e nelle forze armate (che fanno parte della pubblica amministrazione ma non sono state interessate dalla riforma che ha privatizzato il rapporto d'impiego; vale a dire che i lavoratori di queste categorie non hanno un contratto, ma sono legati all'amministrazione di appartenenza da un rapporto di servizio in regime pubblicistico) funziona in modo diverso, per non parlare della magistratura (che peraltro neanche fa parte della pubblica amministrazione). Ovviamente sarò costretto per l'ennesima volta a richiamare il brocardo "lex specialis derogat legi generali".

                  Altra cosa: hai scritto «un ruolo di categoria B». In realtà  il ruolo è unico e c'è anche una tendenza crescente a unificare i profili. Ad esempio nel comparto delle regioni, degli enti locali e delle camere di commercio (CCNL Funzioni lcoali) il contratto prevede solo dei profili esemplificativi, poi per la profilazione di dettaglio si rimanda alla regolamentazione interna della singola amministrazione. Ci sono amministrazioni (vedi Comune di Bari, Regione Toscana) che tra famiglie, profili professionali, profili di ruolo e perfino profili di à mbito prevedono disciplinari di 70 pagine, altre che invece distinguono solo tra tecnico e amministrativo. Va detto che il CCNL prevede che il dipendente può essere chiamato a svolgere qualsiasi mansione che rientri nella sua categoria, per cui il profilo può essere mutato d'ufficio e questo non è considerato né un demansionamento né un sovramansionamento. Una mia collega che aveva vinto concorso come funzionario tecnico (con laurea specifica e concorso riguardante le materie di cui si sarebbe occupata) è stata poi inquadrata dopo l'assunzione come funzionario amministrativo, ha fatto ricorso al giudice del lavoro e lo ha perso. Ovviamente non potrà  mai capitare che un istruttore amministrativo riceva un ordine di servizio in cui viene trasformato in istruttore tecnico geometra oppure un funzionario amministrativo venga trasformato in funzionario avvocato oppure funzionario tecnico ingegnere/architetto, perché in questo caso parliamo di professioni regolamentate (e subentra un'altra volta il criterio di specialità ). Tuttavia nei casi in cui sia il dipendente a chiedere un cambio profilo molte amministrazioni lo negano e la giurisprudenza anche in questo caso tende a dare ragione all'amministrazione.
                  In altri comparti funziona diversamente, ma dipende sempre dal CCNL.

                  «Interpello» significa un'altra cosa. Avvisi di selezione interna, anche ad evidenza pubblica, non possono essere indetti. Possono essere previsti nei bandi di concorso pubblico dei posti riservati agli interni, i quali, comunque, debbono possedere i medesimi titoli previsti per l'accesso dall'esterno.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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